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In difesa degli ingegneri Pietro Centofanti, Berardino Pace e Tancredi Rossicone, destinatari di un'informazione di garanzia notificata loro in data 22 Ottobre 2009 su richiesta della Procura della Repubblica di L'Aquila, con invito a discolparsi in ordine alle ipotesi di disastro colposo e omicidio colposo plurimo, per il crollo della Casa dello Studente di L'Aquila con il terremoto del 6 Aprile 2009.
In particolare i tre professionisti sono stati chiamati a rispondere, in cooperazione tra loro e con altri tecnici, di una serie di omissioni di cui si sarebbero resi responsabili nella qualità di progettisti e direttore dei lavori, di "restauro e risanamento conservativo dell'edificio sede della Casa dello Studente" approvati ed eseguiti tra il 1998 e il 2003. 
Nel rendere l'interrogatorio odierno, i  prevenuti hanno respinto gli addebiti e confutato punto per punto in fatto e in diritto la fondatezza delle accuse. E così, all'asserita mancata valutazione di adeguatezza statica e sismica delle strutture dell'edificio e ad altre verifiche inerenti, hanno risposto che i lavori da loro progettati e diretti non incidevano in alcun modo sulle strutture portanti dell'edificio, e neppure avrebbero potuto mai interessare la resistenza statica e sismica del fabbricato, di talché essi non avevano l'obbligo di procedere a valutazioni del genere. Nè in sede di esecuzione dei lavori avevano notato alcun segno di degrado, ché altrimenti, pur non essendovi tenuti, avrebbero certamente eseguito di loro iniziativa le verifiche sulla consistenza strutturale dell'edificio. Ed ancora, non potevano ordinare prove di carico sui pali di fondazione perché non si trattava di nuova costruzione o di modifiche comportanti interventi su strutture portanti. Precisavano che non vi era stata "variazione di destinazione" e dunque non vi era stato incremento di carichi sulle strutture portanti. Quel che soprattutto hanno messo in luce è la circostanza che nell'edificio già da almeno   vent'anni era effettivamente destinato ad alloggi per studenti universitari, tanto che in 131 vani erano distribuiti 147 posti letto. Solo che, al fine di migliorare il confort abitativo, il progetto da loro realizzato tra il 1998 e il 2003 prevedeva ed ha in concreto comportato soltanto la modifica di alcune tramezzature interne per redistribuire complessivamente 76 camere, ciascuna con un massimo di due posti letto, con una capacità ricettiva totale pari a 144 ospiti, oltre ai servizi igienici. In tutto i vani progettati erano 128, e dunque tre in meno rispetto a quelli preesistenti. Dunque nessuna modifica di variazione d'uso e, conseguentemente, nessun obbligo di procedere all'adeguamento sismico. 
Questi per sommi capi i punti evidenziati dagli ingegneri Centofante, Pace e Rossicone nel corso dell'interrogatorio, riportandosi per il resto alla memoria depositata dal loro difensore che ha auspicato da parte del P.M. titolare delle indagini la richiesta di archiviazione nei loro confronti ancorché all'esito di tutti gli accertamenti ancora da espletare
Avv. Mercurio Galasso
 

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