La sera del 5 gennaio abbiamo celebrato una edizione storica delle "Chezette". Dieci anni fa la tradizione rischiava infatti la completa estinzione. Nell'indifferenza generale uno o due sparuti gruppi si aggiravano sotto qualche finestra, improvvisando qualcuna delle antiche strofette. Insomma: una morte annunciata di una delle più belle tradizioni di canti di questua dell'Italia intera. Ci chiedemmo cosa potevamo fare per evitare ciò e, discutendone con alcuni amici, in primo luogo Enzo Gentile e Antonio Serafini, pensammo di impegnarci direttamente, almeno per il tempo necessario a rilanciarla. La cosa nacque come un gioco, ma l'entusiasmo, la motivazione e la compattezza del gruppo facevano ben sperare. A distanza di dieci anni possiamo ben dire: MISSIONE COMPIUTA !
Anche quest’anno i componenti della Classe 1933 hanno festeggiato, il 20 agosto scorso, il loro 75° anno di età. Ci scusiamo per il ritardo della pubblicazione, dovuto ad un lieve “infortunio” occorso al nostro Graziano, coordinatore della festa. Anche se non al completo, la “squadra” è scesa comunque in campo, in quel di “le Prata” presso il ristorante “il Ranch”. Il risultato, anche grazie al Mitico Comandante “mister” Berardi Raniero, è stato come al solito prestigioso, nonostante una piccola dimenticanza del nostro artista Rossicone Giuseppe che ha lasciato “appiedato” il nostro coetaneo Padre Ferdinando che ci ha onorato lo stesso durante il brindisi finale con un sentitissimo discorso. Corre l’obbligo di ringraziare sinceramente il ristorante “il Ranch” per la qualità del banchetto e per la consueta disponibilità e non ultimo il Prof. Margotta e signora e l’Ing. Ambrosiani per averci onorati della loro presenza. Nella foto, da sinistra: Giuseppe Caranfa, Tonino Rossicone, Graziano Serafini, Ing. Ambrosiani, Valentino Quaglione, Vincenzo Vincenzone, Gabriele Spacone, Ferdinando Di Marco, Raniero Berardi, Igino Gualtieri, Eustachio Petrocco, Prof. Margotta, Fernando Ubaldi, Padre Ferdinando, Ennia De Crescentis, Guido Farina, Dino Ciancarelli, Agatina Gavita, Antonietta Colaneri, i due “artisti” Giuseppe Rossicone e Luigi Giandonato (l’accosciato). A causa della sua pigrizia, non compare nella foto il sempre presente Antimo Ciarletta. Un grazie di cuore a tutti i partecipanti, consorti compresi e… arrivederci al prossimo anno!!! Sempre più numerosi.
Correva l’anno 2001 e, in una delle tante notti di Settembre, quando ormai i villeggianti erano già tornati mesti nelle loro cittadine, io e i miei amici, come al solito, ci accingemmo a trascorrere le nostre serate all’insegna della tranquillità e dell’allegria.
Ma come noto, a Scanno in quel periodo di tranquillità ce n’è fin troppa e allora decidemmo tutti insieme di spostarci dalla piazza per “esplorare” qualche montagna nei dintorni nella speranza di pizzicare qualche animale che , forte della totale assenza di curiosi in giro, si fosse avventurato uscendo finalmente allo scoperto, consentendoci di osservarlo da vicino.
Fu proprio nei pressi del monte Genzana che io e i miei amici, facendo del tutto per evitare il minimo rumore, ci preparammo ad appostarci in prossimità della parte più alta di Frattura, a ridosso dell’antenna TV, vicino lo Stazzo, nella speranza di beccare il famoso Cervo.