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mario giacomelli
Da molti anni sono socio del Touring Club Italiano e uno dei vantaggi di esserlo consiste nel ricevere la rivista che, fra i vari articoli, resoconti di viaggio, consigli culturali e gastronomici, comprende una rubrica denominata "Almanacco". Nell'ultimo numero di febbraio viene segnalata, fra le altre, una retrospettiva fotografica del maestro Mario Giacomelli, organizzata da "Forma", Centro internazionale di fotografia, aperta dal martedì alla domenica. Il telefono per le prenotazioni è 0258118067. L'indirizzo è Piazza Tito Lucrezio Caro, 1. Vi segnalo l'occasione poiché mi ha colpito l'annuncio che gli organizzatori hanno inviato alla stampa:
"Retrospettiva dell'artista (1925-2000), considerato fra i maestri della fotografia italiana e certamente quello più noto, e collezionato, all'estero: Fra le sue immagini più famose, in bianco e nero e fortemente contrastate, i paesaggi grafici, i vicoli dell'abitato di Scanno, in Abruzzo, e le serie dedicate alle realtà sociali di Senigallia, il suo paese, dagli anziani della casa di riposo ai giovani seminaristi, I pretini".

Allego, oltre a una istantanea che lo ritrae, il link ai siti che potrebbero essere di vostro interesse per approfondire le conoscenze sull'artista, dai quali abbiamo tratto i suoi ricordi di Scanno e qualcuna delle foto più belle che Egli vi scattò.

 

 

“Per me che uso la macchina fotografica è interessante uscire dal piano orizzontale della realtà, avere la possibilità di un dialogo stimolante perché le immagini abbiano un respiro irripetibile. Riscrivere le cose cambiando il segno, la conoscenza abituale dell’oggetto, dare alla fotografia una pulsazione emozionale tutta nuova. Il linguaggio diventa traccia, necessità, spirito dove la forma si sprigiona non dall’esterno, ma dall’interno in un processo creativo. Lo sfocato, il mosso, la grana, il bianco mangiato, il nero chiuso sono come esplosione del pensiero che dà durata all’immagine, perché si spiritualizzi in armonia con la materia, con la realtà, per documentare  l’interiorità, il dramma della vita. Nelle mie foto vorrei che ci fosse una tensione tra luce e neri ripetuta fino a significare. Prima di ogni scatto c’è uno scambio silenzioso tra oggetto e anima, c’è un accordo perché la realtà non esca come da una fotocopiatrice, ma venga bloccata in un tempo senza tempo per sviluppare all’infinito la poesia dello sguardo che è per me forma e segno dell’inconscio. Il linguaggio è così la coscienza espressiva interna che ha accarezzato la realtà pur rimanendo fuori, è l’attimo originale, testimone di una realtà tutta mia, un prelievo fatto sotto la pelle dell’oggetto, guidato fuori dalle regole per una libertà che è anche allargamento alle possibilità del reale. Mario Giacomelli” . 
 

 …."Scanno è un paese da favola, di gente semplice, dove è bello il contrasto fra mucche, galline e persone; tra strade bianche e figure nere, tra bianche mura e neri mantelli. Ho cercato di fermare alcune di quelle immagini, per dare anche agli altri l'emozione che ho provato di fronte a un mondo ancora intatto e spontaneo. Ho fatto tutte queste foto con una velocità bassa, perché le immagini venissero un po' mosse, per rendere magico questo mondo. Ho sbiancato i fondi annerendo le figure, ed ho creato spazi vuoti utilizzando i grigi per mantenere l'equilibrio dell'immagine.
 

La foto più nota è quella delle donne scure e mosse che sembrano ruotare come se fossero la medesima figura ed il bambino che viene verso di noi restando a fuoco ed apparentemente fisso in mezzo a loro". 
Giacomelli tornerà a Scanno una terza volta, nel '95 senza però fotografare perché non ritrova più il contrasto del nero delle vesti, che aveva reso così forte l'impatto della prima serie. Scanno aveva già affascinato grandi fotografi, come Henri Cartier Bresson, che vi aveva visto la sopravvivenza in epoca moderna di figure e modi di vita antichi. Tra le immagini più celebri, quella già citata all'inizio dall'autore. John Szarkowski, già direttore del dipartimento di fotografia del Museum of Modern Art di New York, la sceglierà per il volume Looking at Photographs, che raccoglie le 100 fotografie più significative del secolo.
 

Ma molte altre sono le foto  che il maestro scattò a Scanno. Per tutti i nostri affezionati naviganti, soprattutto se residenti a Milano: NON PERDETEVELA!

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