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madonna-di-costantinopoli 

Secondo un luogo comune ormai consolidato Scanno non possiede tesori d'arte degni di nota. Essa è famosa per gli scorci, per i suoi portali, palazzi e l'insieme architettonico, per l' abito delle donne, per il lago, ma  non per singole opere dell'ingegno umano. Niente di più falso! Un esempio lampante del contrario è rappresentato dall'affresco conservato nella Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli, che ritrae una giovanissima Madonna orante in trono ligneo, con Bambino benedicente in grembo, che regge con la sinistra il mondo. Sui braccioli del trono due candelabri ardenti. Fa da sfondo  un arazzo damascato con fiorami aurei. La Madonna ha i capelli contenuti da un fazzolettop chiaro, molto simile a uno "strapizze" scannese. L'opera è datata sul posteriore: DE CIOLIS + A.D. 1418, segno che la Chiesa è di epoca quantomeno coeva, anche se porta segni evidenti di interventi strutturali successivi, risalenti  al 1708 (a seguito del terribile terremoto del 1706, che distrusse quasi tutta la zona). Una scritta sul fronte attesta che l'intervento fu opera della famiglia "Nartoty". Il dipinto richiama nella fattura lo stile toscano dell'epoca. Il tratto richiama i dipinti riscoperti di recente sulle colonne di ingresso della Chiesa Matrice. Sarebbe interessante che qualche esperto studiasse con diversa competenza della nostra le opere citate. Noi ci limitiamo a riferire l'emozione che l'osservazione del dipinto suscita in chi ha la fortuna di vederlo. La bellezza dell'incarnato, la serenità degli sguardi, l'eleganza e l'equilibrio simmetrico delle posture, rimangono impressi in modo indelebile nella memoria del visitatore. Elegantissima infine la facciata della Chiesetta, donata da un privato alla Parrocchia nel 1960, che fa da quinta a Piazza San Rocco, resa immortale dalle foto di E. C. Bresson.

 

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