Come da programma lunedì 19 ottobre 2009 presso la sede del Circolo Fotografico Milanese in Via Bezzecca 24 Milano, Renzo Tortelli ha presentato: Scanno un paese in posa (1957-1959), una proiezione curata da Claudio Marcozzi.
Alla serata,oltre ai soci del Circolo ha partecipato calorosamente una folta delegazione di scannesi che vive e lavora a Milano. La notizia dell’appuntamento era stata comunicata dallo stesso Renzo Tortelli a Claudio D’Alessandro, un giro di telefonate è bastato per farci essere presenti. Grande la commozione di Tortelli e lo stupore dei soci del circolo. IL presidente Dott. Ferruccio Guida oltre a presentare il tema della serata ha evidenziato con piacere la presenza della folta delegazione. Il presidente onorario signora Wanda Tucci Castelli,in uno dei suoi interventi ha manifestato il proprio stupore alla scoperta di un paese così particolare invitando i presenti a programmare una visita a Scanno.
Venerdi 11 settembre, alle ore 16,30. presso il salone dell’ Hotel Miramonti di Scanno (AQ), si apriranno i lavori della XXXVII edizione del Premio Scanno – Riccardo Tanturri, con una tavola rotonda promossa da Il Cerchio di Napoli, sulla creatività nella letteratura del Novecento. Nell’anno europeo della creatività e nella ricorrenza del centenario del Futurismo, il tema trattato da studiosi e giornalisti segna l’inizio di due giornate di intenso impegno volte a celebrare il talento dei premiati delle molteplici discipline ma anche a ricordare la figura del Fondatore del Premio, intellettuale di spessore e organizzatore infaticabile, che a Napoli sviluppò le sue attività ma che dall’Abruzzo non volle mai distaccarsi. Gli ampi orizzonti delle sue conoscenze fecero negli anni convergere a Scanno il meglio della cultura italiana. E quest’anno ancora una volta la tradizione si rinnova. Al giovane Presidente, Manfredi Tanturri de Horatio, gli amici di Napoli con la testimonianza del loro ragionamento portano il saluto e l’augurio di continuare a saper coniugare la genialità con la tenace forza d’animo di cui gli abruzzesi di ogni tempo e in ogni circostanza sanno dare prova.