Il titolo è un mio nitido ricordo d'infanzia. Francesco Tarullo (Ciccio), manovratore indimenticabile della Seggiovia, annunciava con questa frase l'avvio della "giostra", simbolo della rinascita di Scanno. Passo ogni tanto a salutare il mio vecchio amico Filiberto Tarullo; grazie alla sua nota generosità Vi regaliamo un reportage esclusivo, realizzato dal padre Giuseppe, in occasione dell'inaugurazione della seggiovia di arroccamento di Collerotondo, nel 1956. Una famiglia intera di fotografi, uno più bravo dell'altro. Tecnica, creatività e passione, che hanno attraversato gli ultimi 60 anni della vita del paese, contribuendo a documentare gli avvenimenti e le ricorrenze più importanti. Ci piace nell'occasione ricordare che a Scanno esiste una tradizione "indigena" di fotografi, che inizia con Pietro Di Rienzo, grande fotografo e ritrattista , illustrato benissimo in uno splendido catalogo, realizzato qualche anno fa da Michele Rak (nostro socio), grazie a Francesco Del Fattore (nostro Socio), che mise a disposizione il patrimonio di famiglia di lastre del suo antenato.
Tradizione proseguita in casa Fronterotta (anche la maestra Leonina era un'ottima fotografa). Ancora oggi sia a livello professionale (Attilio Paletta e figlio, Domenico Di Vitto), che a livello amatoriale (citiamo come esempi Cesidio Silla, Antonio Serafini, Enzo Gentile), certi di dimenticarne molti valentissimi, la tradizione della fotografia a Scanno prosegue rigogliosa. Nella recente, riuscitissima manifestazione organizzata da Claudio D'Alessandro per il secondo anno, molti fotografi sono intervenuti a immortalare gli abiti e le donne, che popolavano gli scorci splendidi di Scanno. Qualche isolato e sguaiato ululato nulla toglie alla valenza della manifestazione e alla partecipazione degli scannesi e dei turisti.
Ora godetevi il reportage di Giuseppe Tarullo.
Pasquale Caranfa
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