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C’erano carovane che a passo d’uomo attraversavano deserti, trasportavano il sale per centinaia di chilometri, trasferivano questa preziosa materia dai giacimenti naturali ai mercati. I carovanieri affrontavano viaggi insiti di rischi e disumane fatiche. Nell’antichità il sale ha dato vita al concetto di salario: infatti il sale veniva usato come forma di retribuzione.
In cucina il sale è utilizzato con dosi giuste, è indispensabile nella preparazione di succulenti manicaretti, ma allo stesso tempo, il bianco cristallo ha un ruolo importante anche nell’alimentazione degli animali. Innumerevoli sono oggi gli usi che si fanno del sale, in particolare viene usato anche per sciogliere il ghiaccio sulle strade.
Osservando l’uso improprio e smodato che del sale si fa, sembra che la neve e il ghiaccio siano fenomeni sconosciuti nelle nostre latitudini. Le nostre reazioni ai soffici e candidi manti, sembrano dettate dal panico. Tale atteggiamento avrebbe una palese motivazione nelle popolazioni dell’Africa, se si ritrovassero a vivere tali fenomeni atmosferici.
Tanto è prezioso e necessario, ma altrettanto può essere dannoso se si esagera nell’uso.
Solo in merito al sale sparso sulle strade locali, gli effetti negativi che esso produce sono di gran lunga maggiori rispetto ai momentanei benefici che crea.
Vi ricordo alcuni effetti negativi nel medio e lungo termine: velocizza il deterioramento dei diversi manti stradali, contribuisce all’usura delle carrozzerie degli automezzi, se non rimosso in fretta macchia i pavimenti delle nostre abitazioni e negozi, quando nel centro storico del nostro paesino non viene rimossa la neve color sabbia, impastata con il sale, l’occhio registra una spiacevole sensazione di sporco, ci si muove su un suolo viscido sul quale è molto facile ritrovarsi con il sedere a terra, rende acido il terreno e contribuisce all’avvelenamento dei vegetali, se disciolto e lavato via dalla pioggia, grazie ai vari corsi d’acqua, finisce nel lago e una volta giunto nelle lacustri calme acque precipita sul fondo e condiziona non poco il precario equilibrio ambientale.
Tanto è precario l’equilibrio biologico del lago che un abbassamento relativo del livello delle acque ha creato seri problemi di asfissia nella fauna ittica: questo è accaduto anche nel 2008.
Non è facile stimarlo ma sembrerebbe che circa il 50% del sale sparso sulle strade, una volta svolto il suo compito, vada a depositarsi in specchi o corsi d’acqua, siano essi di superficie o meno. Per quanto riguarda la percentuale restante sull’asfalto, a causa della polverizzazione creata dalle auto e della successiva dispersione nell’aria, questa parte “sala” il suolo nelle prossimità non solo prossime.
Solo un dato per riflettere e ragionare su quello che lasceremo ai posteri se si continuerà così come oggi si usa fare.
Nell’arco di un inverno mediamente nevoso, con una presenza di ghiaccio anch’essa nella norma, il quantitativo di sale sparso solo dal comune di Scanno, è di svariate tonnellate.
 
Vi è venuta sete? “… Beh… Beveteci sopra.”

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