Venerdì, 12 Marzo 2010
   
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ORSI E SPESA PUBBLICA

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Ancora una volta abbiamo letto con dispiacere del rinvenimento di una spoglia di orsa, rinvenuta nei pressi di Valle Orsara, bellissima oasi naturale del Comune di Scanno, ricompresa nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, oltre che parte integrante della Riserva Integrale Orientata, tutelata direttamente dal Corpo Forestale dello Stato, pertanto zona tra le piu’ controllate d’Italia. Tutto cio’ premesso, risulta particolarmente odioso leggere sulla stampa (locale e nazionale) notizie che in ogni caso, sono proposte al pubblico con lo sconcertante dubbio del dolo (avvelenamento/bracconaggio le insinuazioni piu’ gettonate). Vale la pena considerare, che anche gli animali selvatici muoiono di morte naturale e nella zona ove e’ avvenuto il ritrovamento, pare davvero poco probabile che temerari quanto incoscienti bracconieri possano assumersi il rischio di uccidere un orso, oltre che ricercarne il movente e…. perdonatemi nonostante io mi sforzi, non riesco a pensare a nessuna motivazione che possa spingere chiunque a compiere un gesto così insano. Di fatto, registro anche che dopo il grande sforzo prodotto sia dalle forze dell’ordine preposte, sia dalla magistratura interessata, ad oggi non e’ stata attribuita nessuna responsabilita’ sulla strage di orsi che interesso’ il Comune di Gioia dei Marsi, per contro quel che e’ certo che di denaro pubblico ne e’ stato speso e se ne continua a spendere. Ricordo che immediatamente dopo il fattaccio citato, fu rinvenuta un’altra carcassa d’orso ed anche in quella occasione, scattarono indagini e furono scritti articoli assolutamente diffamatori sulle genti d’Abruzzo, in particolare un esponente del CFS, nel corso di una intervista rilasciata al TG5 di mezza sera, si lascio’ andare a delle dichiarazioni di assoluta certezza circa l’avvelenamento dell’animale, dichiarazioni mai smentite anche quando ci fu la certezza della morte per cause naturali dell’ orso in questione. Un motivo che ricorre sempre in occasione di questi fatti dati ad arte in pasto alla pubblica opinione, e’ la solita lagnanza circa la scarsita’ di risorse e la difficolta’ palesata dai vari operatori, per un adeguato controllo del territorio, tutto teso a chiedere altre risorse alle casse dello Stato. Ma da cittadino inesperto di queste grandi tematiche ambientali, io osservo e riferisco ai lettori che nelle nostre zone ed in particolare nella zona di Valle Orsara, esiste una concentrazione tale di Guardie di vario genere, che al confronto il Quirinale piuttosto che Montecitorio, risultano assolutamente spresidiati. Mi viene anche di riferire che a Scanno a distanza di un chilometro in linea d’aria, esistono due uffici pubblici con ben cinque operatori preposti al controllo del territorio agreste, aiutati oltremodo nel loro operato, anche da odiose quanto inutili installazioni di sbarre e cancelli, posti a tutela delle zone da sorvegliare e naturalmente installate a spese delle casse comunali. In conclusione, se da un lato queste notizie cosi’ malamente diffuse arrecano un sicuro danno alla nostra immagine e quindi alla nostra industria turistica, dall’altro gravano sempre piu’ sulla spesa pubblica ed in un momento di crisi cosi’ drammatica, mi chiedo se tutto questo è giusto.  Al danno si aggiuge poi la beffa, di apprendere dai media che in ogni parte del mondo (Stati Uniti in testa ma non solo…), la specie orso e’ in continuo aumento, tanto da farne temere un pericoloso incremento ed invece in Abruzzo, ove grazie all’orso marsicano, si sono create aree di spesa a carico dello Stato, si sfrutta dal punto di vista vista mediatico, un protezionismo piu’ vantato che esercito e senza dubbio a largo carico del cittadino. Ma saranno davvero esperti tutti coloro coinvolti in questo costoso gioco, oppure la principale vocazione e’ quella del dirigente/dipendente statale con il posto al sicuro anche in tempo di crisi? Confrontiamoci con questi signori, magari nel corso dell’estate in qualche pubblica assemblea, ove i nostri organi di informazione locale potrebbero farsi caricodi gestire e moderare un democratico quanto costruttivo dibattito.
 
 Milano, 16/06/2009
Antonio Petrocco

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