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Essa è presente in tutta Italia ed anticamente è stata utilizzata per tinteggiare una rozza tela di cotone il più conosciuto blue jeans o tela di Genova.

Ma quale relazione vi è tra la suddetta pianta ed il costume scannese? Presto detto!

Isatis Tinctoria

La Isatis, è una pianta spontanea con cui si otteneva,  uno dei pochi colori reperibili a basso costo in natura ed a Scanno  venivano raccolte le sue foglie  e dopo una macerazione e fermentazione in acqua,  si otteneva una soluzione giallo verde che agitata ed ossidata produceva un precipitato (indigotina). Il colorante ottenuto, molto solido, veniva utilizzato nella tintura della lana: l'indaco. La lana, veniva tinta utilizzando grossi calderoni contenenti acqua e colorante ottenuto dall'Isatis,  e portati ad ebollizione. Questi calderoni,  venivano collocati sotto gli archi che ancora oggi sono neri dal fumo provocato da queste lavorazioni. Con la lana tinta,  le donne confezionavano le tipiche gonne del costume scannese. Chi non ricorda le meravigliose gonne che avevano un intarsio di stoffa blu scuro e i bei pantaloni sempre blu scuro dei nostri nonni?

Le donne scannesi avevano così ben affinato la tecnica di tintura che nel periodo borbonico, quando fu fondato il setificio di San Leucio, fu chiamata ad insegnare l'arte della tintura della lana, tale Colomba Mancinelli da Scanno

Dopo questa curiosità cerchiamo di conoscere meglio la Isatis Tinctoria.

Cratteri morfologici: erba bienale con una robusta radice fittonante e fusti eretti, alti 40-120 cm. Le foglie basali riunite in dense rosette sono picciolate oblungo-lanceolata, intere o leggermente crenate al margine. Quelle causlie sono sessili, amplesicauli, e progressivamente più strette. Tutte le foglie sono glauce e cerose. L'infiorescenza è un denso racemo apicale con numerosi fiori. Il calice è composto da 4 sepali gialli lunghi circa 2 mm; la corolla è formata da 4 petali gialli lunghi 3-4 mm. Il frutto è una siliqua oblungo-ellittica, pendula, lunga circa 2 cm. Epoca d fioritura da Aprile a Luglio.

Habitat: luoghi rocciosi e aridi, incolti, rupi, dal piano a 2100 mt di altitudine.

 

Tratto da www.naturalmentescanno.it

Commenti  

 
#2 mik 2010-05-23 14:07
...............complimenti!!!! !
 
 
#1 pcaranfa 2010-05-20 14:59
Interessante approfondimento , cogliendo lo spunto dalla natura splendida e dalle splendide tradizioni della nostra terra. Esempio ulteriore di come La Foce riesca ad interessare il lettore ed il navigante del web senza dover necessariamente interessarsi alla cronaca spicciola o alle risse da cantina.
 

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