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Lunedì 06 Ottobre 2008 20:36
Scritto da francesco rotolo
Un amico mi ha raccontato che in uno dei suoi viaggi ha provato la felicità. Beato lui, direte voi! Ebbene, la causa che fece emergere in lui questo appagante ed indimenticato effetto, fu lavvistamento, al largo delle coste africane nellOceano Indiano, di una balenottera con il suo cucciolo. Quasi immobile, nello sbalordimento generale, il mio amico ebbe limpressione che i cetacei si volessero sincerare delle reali intenzioni dei naviganti. Infatti dopo una serie di immersioni ed emersioni i mammiferi si accostarono alla barca e lì rimasero per un pò di tempo.
Questo suo racconto sembrava il classico racconto delle vacanze ma quella sera a Scanno, sui monti, la sua enfasi, le accorate parole, la luce nei suoi occhi, mi trasmisero un pò di quella felicità da lui provata, lontano nei mari del sud.
Ho visto sul sito della Foce e poi nei TG delle varie emittenti televisive nazionali, le immagini di Gemma e i suoi cuccioli rifuggiatisi nel giardino di una villetta ai piedi di Scanno. Lodevole lopera della Bastilani Production, suggestive le immagini prodotte, ma vedere i plantigradi su un balcone tra i vasi fioriti arrampicati su un muretto divisorio senza via di fuga, storditi e spaventati dai fari, dalle urla e dalle sirene dei tutori dellordine mi hanno fatto provare un profondo senso di pena.
Per venire a cose più pratiche invito tutti, una volta per tutte, a riflettere sulle scelleratezze messe in atto dagli esseri umani: in questi casi, d'altronde come in altri, dove è leccitazione generale a far da collante si commettono azioni nelle quali si sottovalutano i rischi ai quali si è esposti. È sempre un animale selvatico che spaventato protegge se stesso e, in questo caso, anche i suoi cuccioli.
Non si è mai registrato un attacco diretto alluomo da parte dellorso ma, in queste situazioni, le probabilità crescono a dismisura. In una situazione simile e senza alternative farebbe la stessa cosa anche una mamma umana, attaccherebbe per difendersi. Di questo siamo tutti certi.
Per alcuni opinionmakers e tuttologi nostrani è facile poi trasformare queti accadimenti in un problema di sicurezza: lorso è cattivo, mangia le galline, i conigli e i bambini, istituiamo una riserva e rinchiudiamoli lì. Per gestire larea di tutela creiamo un bel consiglio di amministrazione: bisognerà pur premiare chi si impegna per e nel sociale!
Vorrei ricordare, affinchè non si dimenticasse, che è stato sempre e solo luomo che ha rinchiuso, confinato ed in alcuni casi sterminato gli animali (per non parlare poi delle medesime intenzioni rivolte ai propri simili), mai è accaduto il contrario. Il nocciolo della discussione è nel modo attraverso, e con il quale, si vivono queste esperienze: ci vuole rispetto ed ancora rispetto per ogni forma del creato in particolare verso gli orsi, i nostri orsi, sempre meno numerosi e con esemplari che vivono in spazi sempre più limitati.
Bisogna educarsi ed educare allosservazione per gioire dello spettacolo che quasi in esclusiva ci viene regalato. Vivere con naturalezza e semplicità le emozioni che tutto questo scatena in noi, provare come quel mio amico la felicità per un incontro inaspettato.
Ho avuto la fortuna di vedere Gemma e i suoi cuccioli: eravamo in pochi, increduli, in silenzio. Ci è passata davanti a non più di quattro cinque metri di distanza. Ho provato qualcosa in modo particolarmente intenso, ho raccontato laccaduto sottolineando quella sensazione forte, genericamente descritta come pienezza. Sbagliavo non era pienezza, era felicità!
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